Mabbonath

Prima dell’insediamento dei Fenici, l’odierna Palermo era già frequentata dai Sicani (autoctoni o probabilmente provenienti dalla Spagna) nel terzo millennio, dai Cretesi nella seconda metà del secondo millennio, dagli Elimi (provenienti, secondo la tradizione, dalla distrutta Troia) intorno al primo millennio e dai Greci intorno al 700 a.C. I primi insediamenti e i fondaci furono trasformati in una splendida città alla quale fu dato il nome di Mabbonath, che in fenicio significa “alloggiamenti”, cioè città abitata. Essa divenne ben presto la più importante del cosiddetto triangolo fenicio, comprendente Mozia e Solunto, ricordato anche dallo storico ateniese Tucidide.

In questo periodo il nome della città diviene Zyz che in fenicio significa fiore. Il nome non è ancora del tutto accertato, ma molte monete ritrovate a Palermo riportano la dicitura Zyz, molto probabilmente Palermo aveva una propria zecca. Il nome sembra derivare dalla conformazione della città che tagliata in due da due fiumi (Kemonia e Papireto) ricordava la forma di un fiore.

I Fenici approfittarono della posizione strategica di Palermo che si presentava come un grande conca verde (l’odierna conca d’Oro) che si estendeva per 100 km quadrati, florida e ricca di vegetazione, circondata dai monti che la racchiudevano in una sorta di imbuto, dal mare che ne lambiva la costa, dai numerosi corsi d’acqua e da tre fiumi, il Kemonia, il Papireto e l’Oreto.

Prima dell’arrivo dei Fenici, quel pezzo di terra era stato utilizzato come emporio commerciale e base d’appoggio per la Sicilia nord-occidentale. Le prime notizie storiche di Palermo, risalgono al 480 a.C., quando i cartaginesi, in guerra contro le città alleate greche, dovettero rifugiarsi qualche giorno nel porto prima di intraprendere l’assedio di Imera, ci mostrano questa città già fiorente di commerci, molto popolata e ben difesa, sotto la saggia dominazione dei Fenici.